Esempio di disegno realizzato

«Io, che procedevo alla cieca, ho condotto me stesso a vedere. Ho visto. E sono rimasto stupito e incantato da ciò che ho visto, e ho desiderato di identificarmici…»

MAX ERNST, 1948

 

Il disegno di puro contorno come mezzo per il superamento del sistema di simboli

Che cosa vi occorre
• Fogli di carta da disegno
• Una matita ben appuntita
• Nastro adesivo per unire i fogli alla tavoletta da disegno
• Un orologio o il cellulare con la funziona timer
• circa 30 minuti dí tempo senza interruzioni

Ecco ciò che farete
È bene che prima di cominciare l’esercizio leggiate fino in fondo le ístruzioni.
Osservate il palmo della vostra mano: la sinistra se siete destrimani, la destra se siete mancini. Unite le dita al pollice e osservate le pieghe che si formano nell’incavo del palmo. Quelle pieghe sono esattamente ciò che dovrete disegnare.
Sedetevi in una posizione comoda, prendete la matita e appoggiate la mano sul foglio come per iniziare a disegnare. Poi posate la matita e fissate con nastro adesivo i fogli dí carta nel punto che avete individuato come il più comodo, affinché non si spostino.
Posizionate il contaminuti su 5 minuti, così non dovrete preoccuparvi del tempo che passa.
Posizionatevi ín modo da guardare nella direzione opposta al foglio, tenendo la mano con la matita sulla carta da disegno che dovete disegnare. Tenete quest’ultima appoggiata (sullo schienale della sedia o sulle ginocchia) perché dovrà restare ferma per parecchio tempo. Ricordate che dovrete disegnare senza mai voltarvi a guardare il foglio, finché il contaminuti non vi avvertirà che il tempo è scaduto (vedi figura).
Fermate lo sguardo su una piega qualsiasi della vostra mano. Appoggiate la matita sul foglio e cominciate a disegnare proprio quel punto. Molto lentamente, guadagnando un millimetro per volta, percorrete la piega con lo sguardo, notando le più piccole variazioni, ogni minima curva. Mentre gli occhi si spostano, spostate la matita sul foglio. Se la linea che state disegnando s’interseca con un’altra, seguite quest’ultima lentamente con lo sguardo, mentre la mano con la matita registra questa nuova informazione. È importante che la matita tracci soltanto ciò che voi vedete — niente di più e niente di meno — nello stesso momento in cui lo vedete. La vostra mano con la matita funziona come un sismografo: registra soltanto quel che percepite in quel momento.

La tentazione di voltarvi a guardare il foglio sarà molto forte. Resistete all’impulso e non giratevi! Tenete gli occhi fissi sulla vostra mano. Il movimento della matita deve corrispondere esattamente a quello degli occhi. L’uno o l’altro potrebbe accelerare, ma non deve succedere. Dovete tracciare ogni particolare del disegno nel momento stesso in cui lo percepite, senza interrompervi mai e procedendo con lo stesso ritmo lento e costante. Forse all’inizio vi sentirete a disagio: è capitato ad alcuni di provare a questo punto un senso di panico o di avere un forte mal di testa.

Non voltatevi per vedere come sta venendo il disegno finché il conta- minuti non segnalerà che íl tempo è scaduto.
Píù importante ancora: dovete continuare a disegnare fin quando il contaminuti non suonerà.
Forse la parte sinistra del cervello vi rivolgerà penose obiezioni: «Ma che stai facendo? Che stupido esercizio! Non sarà proprio un buon disegno perché non posso vedere quel che sto facendo» e così via. Ignorate queste proteste e andate avanti col vostro lavoro. Man mano che proseguite, l’emisfero sinistro si lamenterà sempre meno e la vostra mente si acquieterà. Vi scoprirete sempre più affascinati dalla straordinaria complessità di ciò che osservate e avrete la sensazione dí poter penetrare sempre più in quella complessità. Lasciate che questo avvenga: non avete nulla da temere, nessun motivo per sentirvi a disagio. Il disegno sarà bello perché testimonierà la vostra profonda esperienza percettiva. Non è importante che esso somigli veramente a una mano: quello che ci interessa è la registrazione di ciò che percepite.
Presto questo disagio mentale cesserà e vi accorgerete di essere sempre più attratti dalla complessità delle pieghe della vostra mano e intensamente consapevoli della bellezza di questa percezione. Quando si produrrà tale cambiamento, voi ví sarete affidati alla vostra funzione visiva e starete «disegnando veramente ».
Appena il contaminuti suona, voltatevi e guardate íl disegno.

Quando avete terminato
Ripensate a come vi sentivate all’inizio e fate un confronto con il modo in cui vi siete sentiti più tardi, quando il disegno vi aveva coinvolti. Quali erano in quel momento le vostre sensazioni? Avete perso il senso del tempo? Eravate incantati da ciò che vedevate, come Max Ernst? Quando questo stato si verificherà di nuovo, sarete in grado di riconoscerlo? Guardando il disegno, una massa indistinta di segni a matita, forse direte: «Che confusione! » Ma, a un’osservazione più attenta, vedrete che questi segni hanno un loro fascino. Naturalmente, non rappresentano la mano nella sua interezza, ma soltanto i dettagli, e i dettagli dei dettagli. Avete disegnato pieghe complesse affidandovi a pure percezioni. Non sono rappresentazioni veloci, astratte e simboliche delle pieghe del vostro palmo: sono tratti accurati, intricati, complessi e specifici, proprio ciò che volevamo.